CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO PERCHE' DALL'ALTRA PARTE ERA GIA TUTTO OCCUPATO

lunedì 16 aprile 2007

DICO A TE...

A te deputato, onorevole, politico, della CdL che spendendoti per Luigi Ciavardini sei stato contento di poter mostrare che in fondo, in fondo non avevi tradito. Dico a te, borghese della società bene, intelligente e moderato radicale di destra, che di solito non ti mischi con la canaglia imbarazzante del fronte strada, e che sei stato invece lusingato di accompagnarti al bel Luigi, presentandolo nei salotti neri: faceva così chic! Dico a te, giornalista che hai colto l'occasione di scrivere finalmente un pezzo garantista in modo da superare un pochino il complesso d'inferiorità che provi verso i colleghi di sinistra che fino ad allora ti guardavano dall'alto in basso, e che continuano a farlo... E non lo dico a te, camerata che organizzando incontri e concerti forse hai anche spalancato la ruota del pavone perché lui ti stava accanto trattandoti pubblicamente da pari a pari, e con la sua modestia e naturalezza di sempre non ti faceva sentire l'immensa distanza che vi separa. A te non lo dico perché tu puoi fare poco o niente. E quel poco che puoi fare immagino che lo farai comunque. Ma lo dico a te, uomo di Palazzo, uomo di contatti, uomo di giornalismo e di comunicazione che magari hai vissuto quel sabato a Roma tra tremila fiaccole in marcia e ti sei sentito protagonista mentre in questa storia eri, e sei sempre rimasto, una comparsa quando non un parassita. Lo sai, vero? Lo sai che un uomo innocente, un uomo coraggioso, un uomo generoso, perseguitato come neanche Sacco e Vanzetti avrebbero immaginato fosse possibile, è stato condannato due volte in un mese contro ogni evidenza, contro ogni civiltà giuridica, contro ogni forma di rispetto umano e di senso di giustizia. Lo sai, v ero? Lo sai che quell'innocente, forse, lo hai fatto condannare anche tu? Tu, come me, come tutti noi; perché portare in piazza la Verità contro il Sopruso di potere non è mai una cosa buona, non è mai una cosa vincente. Non lo è se quell'azione non si supporta con un continuo, indefesso, operato sia politico, sia comunicativo; rivolto a tutto, a tutti, anche e soprattutto ai Magistrati. Un operato che non si può lasciare, come lo si è lasciato, all'Ora della Verità che sarebbe come voler combattere una guerra mandando avanti un fante. Lo sai, vero? Lo sai che tenendo un basso profilo, essendoti impegnato sì ma tiepidamente, essendoti speso sì ma con non chalance, non avendoci creduto, non avendone fatto il tuo impegno prioritario, quotidiano, irrinunciabile, la tua ossessione, anche tu lo hai condannato? E ora che fai? Lo lasci marcire in gabbia per ricordarti magari di lui una o due volte all'anno; a una commemorazione e prima di un'elezione? Lasci che i suoi figli portino il peso della sua insopportabile assenza insieme con il marchio d'infamia di figli dello stragista, visto che non possono essere ritenuti da tutti quello che realmente sono, orfani della giustizia? Adriano Sofri, condannato dopo sette processi (due più di Luigi) è uscito. Lo hanno tirato fuori. Eppure aveva contro di lui indizi pesanti; anzi, a esser più precisi, delle prove, visto che la chiamata di correo è probante. E riguardo a Luigi non c'era nemmeno materia per un rinvio a giudizio! Adesso tu mi dirai: ma loro sono potenti, loro sono organizzati, loro sono ovunque, loro sono conniventi. E io ti dico: l'importante è crederci. L'importante è subissare il Presidente della Repubblica – dico subissare – con le tue richieste di grazia; una alla settimana; senza che intervenga, però, l'autoconsiderazione borghese a suggerirti ponderazione, a fa rti temere il ridicolo. L'importante è scrivere un articolo ogni settimana, a rischio di perdere il posto. L'importante è fare del grido “Luigi libero!” l'equivalente catoniano di “Cartagine distrutta!” L'importante è crederci sempre, per mesi e forse per anni, senza mai abbassare la tensione. L'importante è che in calce a interventi, volantini, manifesti, eventi appaia sempre “Liberiamo Ciavardini”. L'importante è porre riparo a quest'ignominia, lenire quest'insopportabile ingiustizia. Non lo si può fare delegando, né impegnandosi superficialmente, di tanto in tanto, con ammiccata complicità, tra una stretta al braccio e un occhiolino. Si riuscirà invece a farlo se questa diventa la prima e fondamentale preoccupazione di ogni individuo “credibile” come lo sei tu. L'ho detto a te. Ora sta a te rispondermi, risponderci, rispondergli. O t'impegni a farne un caso Sofri o è meglio che tu sparisca in una pattumiera pe rché se non hai il coraggio, la tenacia, la costanza, l'amore e la rabbia per farne un caso Sofri allora sei peggio di quelli che lo hanno condannato perché non hai spina dorsale. I tempi sono sempre più difficili, qui servono uomini eretti! Come Luigi!

Gabriele Adinolfi

mercoledì 11 aprile 2007

Saremo Forse Gli Unici Domani

Saremo forse gli unici domani a sognare ad occhi aperti,
forse gli unici a guardare nella stessa direzione,
gli unici a perdonare e a perdonarsi,
saremo forse gli unici ad accontentarsi di un grazie,
gli unici a cercare,
forse gli unici a non trattenersi,
gli unici domani a non parlare a bassa voce...

Ma Forse Saremo gli unici domani a parlare....

Saremo forse gli unici ad emozionarsi con una canzone,
gli unici a non pretendere,
a desiderare,
forse gli unici a desiderarsi veramente,
gli unici a parlare con Dio,
gli unici domani a cui Dio potrà parlare,
Saremo forse gli unici a chiamarsi Amore,
gli unici a chiamarsi per nome...

Ma Forse Saremo gli unici domani a chiamarsi...

Saremo forse gli unici domani a pensare a se stessi,
forse gli unici domani a pensare agli altri

Ma Forse Saremo gli unici domani a pensare...

Saremo forse gli unici ad essere amici,
forse gli unici a cercare nemici,

Ma Forse Saremo gli unici domani a sapere della loro esistenza...

Saremo forse gli unici domani a piangere
Forse gli unici domani a ridere
gli unici a non essere saggi
a non seguire i consigli
forse gli unici a provare e riprovare
gli unici domani a cadere e rialzarsi

Ma Forse Saremo gli unici domani a sapere che si può sbagliare...e non per questo morire

Saremo forse gli unici a chiedere scusa
gli unici a provare amore
forse gli unici a provare odio

Ma Forse Saremo gli unici domani a conoscerne la differenza...e a sapere che forse questa differenza non esiste

Saremo forse gli unici a soffrire per amore
gli unici a sopportare il dolore
gli unici domani a provare a volare
forse gli unici ad affrontare le onde
a giocare pur sapendo gia di perdere
gli unici a sperare
forse gli unici domani a mettere un pizzico di follia in quello che faremo
Saremo forse gli unici a seguire il cuore
forse gli unici a saper seguire la ragione

Ma Saremo Forse gli unici a conoscere il mondo...o almeno provarci

Saremo forse gli unici domani a non temere la morte
gli unici a non temere la vita
forse gli unici ad aver paura
gli unici ad esaltarsi per un niente
Saremo forse gli unici a non volere vivere la vita degli altri
gli unici domani a non giudicare MAI!
forse gli unici a non voler guardare e ad essere tentati di girare la testa dall'altra parte...

Ma Forse Saremo gli unici domani a tener dritta la testa e tendere la mano
perchè forse saremo gli unici a guardare gli altri uomini dall'alto al basso...ma solo per aiutarli a rialzarsi....

Saremo forse gli unici domani a scrivere, a leggere, ad ascoltare...
Saremo forse gli unici a sapere che queste cose si potevano fare...e non si sono fatte
Saremo forse gli unici domani a chiedere giustizia
anche se saremo gli unici domani a sapere che il giusto e lo sbagliato non esistono
Saremo forse gli unici domani a guardare l'arcobaleno, ad uscire con la pioggia e a sapersi godere gli attimi
forse gli unici domani a parlare alla natura
Saremo forse gli unici domani a temerla
forse gli unici domani a sapere quant'è bella l'aria che ti colpisce il volto...

Ma Forse Saremo gli unici domani a ricordarsi l'aria....quella vera

Saremo forse gli unici domani a gustare pane e vino
forse gli unici domani a svegliarsi tardi la mattina...e non pentirsi affatto
Saremo forse gli unici domani a mangiare tutti dallo stesso piatto, senza schifarsi....
forse gli unici domani a poter sputare sul piatto dove si ha mangiato...dopo aver scoperto che il cibo anche se era buono in realtà era avvelenato

Saremo forse gli unici domani a guardare avanti, a non voltarsi indietro anche quando fa male
però saremo forse gli unici domani a riuscire a non arrivare primi per essersi fermati lungo la strada per aiutare un amico o ancora meglio un nemico...

Saremo forse gli unici domani a credere che gli amici non esisterebbero senza i nemici e che entrambi non esisterebbero senza di noi...

Saremo forse gli unici domani a sapere che tutto questo poteva essere evitato, ma che non è stato evitato per volontà e non per errore

Saremo forse gli unici domani a ricordare, a chiamare passato la nostra storia perchè sia di slancio per il futuro che sarà la storia dei nostri nipoti

Saremo forse gli unici domani a sentire battere il cuore
Saremo forse gli unici domani a battere le mani
Saremo forse gli unici domani a battere il tempo
Saremo forse gli unici domani a contare il tempo
Saremo forse gli unici domani a vivere il tempo
Ma Forse Saremo gli unici domani a VIVERE...